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Libri di Elena Matacena

I sette giorni di Avraham Bogatir

I sette giorni di Avraham Bogatir

György G. Kardos

Libro: Libro in brossura

editore: E/O

anno edizione: 2023

pagine: 272

La storia tragica, multiforme, della colonizzazione della Palestina e della fondazione d’Israele non cessa di stupirci, soprattutto quando, come in questo romanzo, ci viene raccontata con obiettività, passione e attraverso la concretezza di personaggi dalle psicologie ben delineate. A un conflitto così drammatico e complesso come quello tra ebrei e arabi in Palestina possiamo forse avvicinarci meglio attraverso un romanzo. Ci sono cose che si capiscono più attraverso la storia di un uomo, i suoi sogni, le sue delusioni, le amicizie, le nostalgie, la descrizione della sua casa, della sua terra, di una torrida estate in cui, nel giro di pochi giorni, vengono al pettine i nodi intrecciati nel corso di una vita densa e avventurosa. Così è per questo romanzo che ci mostra, attraverso la storia di un colono ebreo russo emigrato in Palestina agli inizi del secolo, tutta la complessità di quel dramma: due popoli, ebrei e palestinesi, che si contendono da millenni quel pezzo di terra; la spirale repressione-terrorismo che cresce durante l’occupazione britannica e raggiunge il suo apice nei mesi (in cui si svolge il romanzo) precedenti la creazione d’Israele; il conflitto che fin dai primi anni della colonizzazione oppone i sionisti di sinistra (tra cui Bogatir, il protagonista del romanzo) ai nazionalisti che formeranno l’Irgun; la diversità della gente che formerà la nazione israeliana, chi proveniente dai lager nazisti, chi dal mondo medievale dello Yemen, chi dai ghetti e dai villaggi dell’Europa orientale dove convivevano giovani rivoluzionari e rabbini miracolosi.
18,50 €

Le fave di Babilonia

Le fave di Babilonia

Altaii Itikal

Libro: Libro in brossura

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2020

pagine: 215

L'integrazione in un paese straniero richiede un processo lento e faticoso. L'impulso alla sopravvivenza, il desiderio di andare avanti ad ogni costo e ricominciare cozzano spesso contro il richiamo d'un passato che non muore. Tutto quello che si è lasciato dietro di sé, famiglie e amicizie, urla e desidera essere ascoltato. La scrittura, come qualunque altra forma creativa, permette di dipanare i fili d'una memoria con cui il presente s'intreccia inestricabilmente. "Le fave di Babilonia" nasce da questo doppio bisogno: andare avanti e allo stesso tempo dare una voce ai propri cari. Sono brevi schizzi, che, come abbozzi d'una scultura, tratteggiano un ricordo, un episodio che testimoniano non solo del destino ancora vivo e sanguinante di chi l'ha vissuto in prima persona, ma della difficile vita d'un popolo, quello iracheno, piegato ed umiliato dalla dittatura, dalle guerre intestine e dall'occupazione. Chi scrive è un'intellettuale, un'artista, una donna ch'è stata a contatto con le menti più brillanti del proprio paese e non solo. Nel quotidiano, sempre sul filo del rasoio, la gioia semplice per un piatto di fave o per un tè iracheno assume allora un valore eroico, di resistenza alla crudeltà, alla barbarie. L'esilio diventa più sopportabile, la memoria ha un potere salvifico. I ricordi sono incisi non solo nell'anima, ma anche nel corpo, nella carne. La sofferenza finisce per travolgere l'intero essere. Una malattia devastante colpisce l'autrice e la lotta ricomincia, un nuovo fronte si apre e lei viene chiamata alla resistenza. Ne viene fuori il ritratto d'una figura coraggiosa, una donna indomita, che non s'arrende di fronte a nulla e a nessuno, nemmeno al Na'ib Saddam Hussein, il Dittatore. Fino al punto da telefonargli e dirgli apertamente in faccia quello che pensa.
15,00 €

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