Libri di Domenico Natoli
Coriolano della Floresta seguito da «I Beati Paoli». Nuovissimo romanzo storico siciliano
Luigi Natoli
Libro: Libro in brossura
editore: Flaccovio Dario
anno edizione: 2016
pagine: 828
1720-1773. In questo arco di tempo si snoda la trama di questo romanzo storico che conclude la saga de "I Beati Paoli". In un clima di nascenti scontri sociali, in una eterna lotta tra buoni e cattivi, tra ricchi e poveri, Natoli ci immerge in una narrazione ricca di colpi di scena, personaggi ben tratteggiati e situazioni storiche verosimili che rendono questo romanzo una lettura ancor oggi affascinante e piena di emozioni. Sullo sfondo di una Palermo antica, incredibilmente viva, vediamo nascere e fortificarsi il contrastato amore tra Cesare Brancaleone, di incerte origini, e Giovanna Oxorio, dolce e caparbia nipote di Blasco da Castiglione, protagonista del primo romanzo. A protettore dei giovani si erge Coriolano della Floresta, leggendario capo della setta degli "Incappucciati" In un ruolo ricco di sfaccettature e più complesso rispetto alle precedenti vicende. Tra splendidi palazzi aristocratici, ricchi conventi e squallidi catoi popolari si snodano vicende reali e immaginarie che confermano ancora una volta la maestria narrativa di Luigi Natoli.
L'uomo di fil di ferro
Ciro Kahn
Libro: Libro in brossura
editore: Fondazione Rosellini
anno edizione: 2017
pagine: 80
"Ancora uno pseudonimo!" diranno in nostri affezionati lettori, appena reduci dal "Mondo alla rovescia" di "G. Amato". Ebbene sì, visto che questo modo di palesarsi-nascondersi era evidentemente di gran voga nella Sonzogno dei primi anni ’30, che abbiamo tanto sistematicamente esplorato in questa ricerca sulla protofantascienza italiana. Ma questa volta del vero autore del testo sappiamo (quasi) tutto. Intanto, la sua identità è certa: si tratta di Antonio Prestigiacomo, italiano, siciliano, palermitano, autore di molti libri, alcuni dei quali sottoscritti appunto come "Ciro Kahn". Compiuta la “scoperta” abbiamo cercato di documentarci sulle altre opere del nostro. Quella per noi di particolare interesse non poteva che essere "L’uomo di fil di ferro", anche perché si inseriva perfettamente in un filone interessante, quello della cosiddetta "intelligenza artificiale". Infine, abbiamo verificato il testo apparso sulla rivista "Giornale illustrato dei viaggi" a puntate, fra il 1930 e il 1931, con quello in volume (1932) e – riscontrate differenze minime fra i due testi – abbiamo deciso di prendere come base quello in volume, all’apparenza ed evidenza più accurato e maturo.